Umbria Etrusca prepara il suo "Contratto di Foresta"

La green community impegnata nella ricerca dei fondi necessari per i nuovi progetti messi in "cantiere". Alla Festa dell'aria di Parrano incontro scientifico sul bosco come risorsa per i servizi ecosistemici. Relazioni di: Luca Lo Bianco, Luca Guardelli, Paolo Ferretti, Gianni Anselmi, Alessandra Terrosi, Enrico Pietrangeli, Piergiorgio Oliveti.
La Festa dell’Aria che Parrano ospita ogni anno ai primi di novembre ha riunito nel piccolo comune dell’Alto Orvietano l’assemblea di Umbria Etrusca.
Argomento: lo stato dell’arte del "cantiere" in cui si sta coltivando questa idea di green community, scommessa ingaggiata da nove amministrazioni locali (vedi tabella). All’incontro, tenuto nella sala consiliare del municipio, hanno preso parte una trentina di persone rappresentanti delle istituzioni, imprese, ricerca scientifica, associazionismo, cittadinanza.
Sono state affrontate varie questioni con il tema dei “Contratti di foresta” a fare da cornice per le relazioni che hanno impegnato l’intera mattinata di sabato 4.
Tra gli intervenuti anche Luca Lo Bianco, esperto di progettazione europea, che collabora fin dall’inizio con Umbria Etrusca: gli abbiamo rivolto alcune domande.
D - Che cosa sono i contratti di foresta e come si possono pensare nell’area territoriale definibile Alto Orvietano?
R - Il contratto di foresta è un progetto di sviluppo imperniato sulla risorsa fondamentale di una determinata area: il patrimonio forestale boschivo. Nell’Alto Orvietano questo scenario è fatto di circa 43mila ettari di copertura (vedi tabella seguente)
Green Community Umbria Etrusca – Patrimonio forestale dei comuni aderenti (al 30.6.2023) |
superficie tot. kmq | sup.forestale kmq | % copertura forestale | Popolazione 2022 | Ettari bosco/abitante | |
Allerona | 82,61 | 50,55 | 61,49 | 1.688 | 2,69 |
Baschi | 68,57 | 31,68 | 46,38 | 2.579 | 1,11 |
CastelViscardo | 26,25 | 10,05 | 38,29 | 2.689 | 0,33 |
Ficulle | 64,80 | 32,05 | 49,46 | 1.588 | 1,85 |
Guardea | 39,30 | 20,36 | 51,82 | 1.743 | 1,08 |
Montecchio | 49,22 | 23,45 | 47,87 | 1.521 | 1,32 |
Orvieto | 281,27 | 116,51 | 41,44 | 19.461 | 0,55 |
Parrano | 40,09 | 25,94 | 65,02 | 488 | 5,28 |
San Venanzo | 168,86 | 117,55 | 69,62 | 2.177 | 4,96 |
totale/medie | 820,97 | 428,14 | med. 52,37 | 33.934 | med. 2,13 |
fonte: EcoSistema novembre 2022 |
La foresta, considerata come risorsa ecosistemica, diventa così spunto per l’elaborazione di una prospettiva che guarda a tutta la filiera che muove intorno al bosco: taglio, regolazione, turismo, servizi ecosistemici culturali: dalla coltivazione (o raccolta) dei frutti tipici come mirtilli, ribes, more, castagne a tutto ciò che riguarda l'acqua, la presenza di fauna e silvicoltura. Punto di partenza la conoscenza delle risorse di cui si parla.
D - Qual’è lo stato dell’arte per il cantiere che sta coltivando la green community Umbria Etrusca?
R - Tra le esigenze emerse dal confronto la necessità di costruire la mappa di questa risorsa: dimensione della copertura, caratteristiche qualitative e bio-vegetative per poter ragionare e capire anche quali sono le unità funzionali, a cosa servono, quali sono i servizi ecosistemici che produce. Decisamente da portare alla luce anche la rete dei soggetti (pubblici e imprenditoriali) che ne traggono vantaggio.
Chi è che beneficia della regolazione dell'acqua? Chi è che beneficia nel dei servizi culturali turistici legati alla sentieristica dei boschi? Chi è che beneficia degli altri servizi ecosistemci offerti dal bosco?
Come accade per qualsiasi realtà complessa la mappatura è uno strumento fondamentale a cui deve seguire un percorso di partecipazione e condivisione con la comunità locale sulle finalità nell’utilizzazione della risorsa boschiva e della sua gestione complessiva .
Da qui può partire un’articolazione progettuale che serve a governare, secondo i principi di tutela e mantenimento, per rendere questa risorsa funzionale allo sviluppo dell’area: qualsiasi ipotesi che ne possa provocare la dissipazione va nettamente respinta.
Un progetto che abbia tra i suoi punti di forza il mantenimento e la salvaguardia del bosco insieme alla sua valorizzazione: è un percorso di condivisione e presa di responsabilità da parte della comunità: solo così può recuperare la sua forza e il suo peso, prendendo parola, recuperando consapevolezza e coscienza della rilevanza della risorsa bosco. Così, interagendo con un sistema vivente che, in una reciproca interazione, diventa lo scenario in cui la comunità crea un’idea del proprio futuro in una dinamica di trasformazione, materiale e culturale, che abbia un passo articolato di medio e lungo periodo.
D. - Per poter guardare al meglio il lungo periodo e per fare entrare nel dibattito pubblico e nella percezione della cittadinanza la rilevanza della risorsa - bosco è necessaria una leva economica. I poteri pubblici sono consapevoli di questo potenziale?
R. - In parte sì: questo significano gli accordi di filiera, anche se l’attenzione deve crescere dopo le prime sperimentazioni innescate dal Decreto ministeriale del 2016 che ha fissato criteri, modalità, procedure per l’attuazione della contrattazione di filiera in campo agricolo forestale.
In un quadro del genere vengono favoriti anche nuovi contratti di bosco derivanti dal Testo unico in materia di foreste e filiere forestali (Tuff) varato con decreto legislativo (34 del 2018) che ne regola il quadro complessivo.
A questa si aggiungono gli interventi a livello regionale grazie ai fondi comunitari, tra cui quelli del Fondo sociale europeo, quindi la formazione, rivolto alle imprese per aggiornare tutte le professionalità che sono coinvolte nella gestione del bosco. Risorse ulteriori derivano anche dai fondi comunitari a gestione decentrata.
Le amministrazioni locali, la rete delle imprese presenti in questi territori, le comunità nel loro insieme non possono arrivare impreparati all'emanazione di questi bandi, soprattutto se si vuole fare in modo che la progettazione (europea e regionale) abbia effetti duraturi in modo da irrobustire e consolidare le caratteristiche economiche dei territori interessati.
Basta citare l’incremento delle presenze turistiche in zone “ignorate” dai flussi e che vengono finalmente prese in considerazione proprio per la loro caratteristiche naturali: come accade per la sentieristica tracciata in boschi certificati la cui produzione legnosa potrebbe accedere sui mercati che richiedono certezze sulla qualità dei materiali (basti pensare al pellet). A questo si affianca la partita per la vendita di titoli sulla certificazione ambientale energetica. Voci in grado di generare ricadute economiche rilevanti per aziende e territori che si cimentano con questa nuova frontiera della qualità ecologica dei prodotti ecosistemici, a patto che ci si prepari adeguatamente nella competizione generata dai bandi europei.
D. - Le associazioni datoriali e le associazioni di impresa hanno una sufficiente attenzione al potenziale offerto dai contratti di bosco?
R. - È un’attenzione tutta da costruire. Il bosco per molto tempo è stata una risorsa trascurata (in molte regioni italiane) nonostante le sue straordinarie potenzialità: basti dire che per i comuni la presenza di grandi superfici boscate costituiscono un problema di gestione, soprattutto per gli incendi e i furti di legname.
Il Testo unico sulla forestazione ha cambiato molte cose perché è improntata sulla gestione del bosco quindi che sono consentiti interventi che possono produrre manutenzione e contribuire all'utilizzazione del bosco: qui tutti gli attori locali hanno una funzione importante, intanto per far comprendere questo salto culturale di preparazione per entrare negli scenari europei. Gestire un patrimonio di questo genere chiama in causa un complesso di risorse dislocate in una filiera lunga e ampia: dai proprietari (o affittuari) del bosco e fanno il taglio, ai gestori delle acque, l’artigianato del legno, fino all’ultimo gestisce l'albergo o l’agenzia che organizza escursioni guidate.
Anche verso le associazioni datoriali c’è un grande lavoro da fare perché si prenda consapevolezza di questa risorsa fondamentale che coniuga interesse comune con quello delle imprese, una risorsa di cui l’Umbria dispone in abbondanza.
Ultima modifica - 22 novembre 2023
Sitografia - Cosa sono i contratti di filiera – (testo di avv. Di Rienzo)
Foto del titolo tratta da: www.informatoreagrario.it